28 11 2016

# Capire la riforma costituzionale: un incontro con Andrea Michieli

Capire la riforma costituzionale.

L'incontro a Milano Accademia con il Dott. Andrea Michieli

Sono le 21.10 nel salotto gremitissimo della residenza RUI Milano Accademia. In luogo della tradizionale Tertulia, seduto sullo scranno direttoriale c’è Andrea Michieli, ex residente, laureato in giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano col massimo dei voti e ora praticante avvocato presso l’Avvocatura dello Stato nonché dottorando in Diritto Pubblico dell’Economia.

Il tema è quello che tiene banco su Tivù e giornali: la riforma costituzionale che sarà oggetto di referendum confermativo il prossimo 4 dicembre. Il nostro ospite premette sin da subito che non esprimerà valutazione politiche, limitandosi al merito dell’oggetto referendario suddiviso in tre macro-temi, cioè il superamento del bicameralismo perfetto, le modifiche apportate al Titolo V della Carta e infine il discorso sul combinato disposto tra riforma costituzionale e legge elettorale in merito all’asserito potenziamento delle attribuzioni del governo.

Inizia citando Giuseppe Dossetti, noto presbitero e giurista eletto nel 1946 in seno all’Assemblea Costituente che già parlava di una revisione della II parte della Costituzione, per poi passare ad illustrare l’articolo 138 della Carta, le varie sue modificazioni dal 1948 ad oggi e le questioni metodologiche inerenti l’iniziativa del governo nel procedimento di revisione. Arriva quindi nel merito. Parlando nella necessità di riformare il bicameralismo perfetto cita Costantino Mortati, che definiva il Senato come “un inutile doppione”: l’idea – dice Michieli – è quella di rappresentare nella Camera Alta le istituzioni territoriali, sciogliendo però il rapporto di fiducia tra la stessa e il governo. Sulla composizione, invece, illustra l’articolo 57 e fa riferimento alla proposta di legge elettorale Chiti, che consentirà l’espressione della preferenza da parte degli elettori in occasione del rinnovo dei consigli regionali.

Parlando dell’articolo 70, Michieli avverte come la reale portata delle competenze bicamerali del Senato andrà verificata soltanto nella concreta applicazione: si tratta di capire, infatti, se e quali leggi in materia europea saranno trattate con il procedimento paritario, in quanto una larga parte della nostra legislazione – interviene qui il Segretario Mauro Silvestri – è attuativa delle politiche eurounitarie. Si formeranno quindi nuove consuetudini costituzionali. Tuttavia, secondo il nostro ospite è da escludere un contezioso costituzionale tra i due rami del Parlamento, perché il quinto comma di tale articolo prefigura un sistema di risoluzione dei conflitti che rimarrà interno alle due camere, disciplinato dai regolamenti parlamentari e senza approdare alla Consulta.

In merito al Titolo V Michieli si sofferma in particolare sulla clausola di supremazia: ci sarebbe una aporia – dice – perché non potrà essere opposta nei confronti delle regioni a statuto speciale senza una previa intesa. D’altronde si sa che le autonomie speciali sono considerate dalla politica 2 come monoliti e per riformarle è necessario avere una larghissima maggioranza. Ma il nostro ex residente ammette come in effetti la riforma costituzionale del 2001 abbia generato un eccesso di contenzioso costituzionale ed è un problema che questa revisione tenta di correggere. Sicuramente – conclude Michieli – il governo, inteso quale espressione della maggioranza, sarà più forte nel nuovo assetto costituzionale sommato al cosiddetto Italicum. A ciò si contrapporranno però i limiti alla decretazione d’urgenza e gli istituti di democrazia diretta.

Alla fine della sua relazione, il nostro ospite concede un ampio spazio per domande e riflessioni, che si protrae per quasi un’ora e coinvolge moltissimi componenti dell’uditorio, gli stessi che proseguiranno in discussioni a gruppi fin alla mezzanotte.

Sicuramente per i residenti di Milano Accademia e per i loro invitati si è trattato di un incontro interessante, informale, estremamente dialogico. Molti dubbi permangono sulla riuscita della premessa-vincolo di imparzialità, sul fatto che non sia emersa una qualche indicazione di voto mediata dalla narrazione tecnica. A dire il vero, come ci insegna Gadamer, il carattere storicofinito della razionalità umana non permette di rivolgersi ad un oggetto in maniera del tutto imparziale, perché la nostra mente è immersa in un insieme di linee orientative provvisorie (pregiudizi, opinioni, ecc.) che danno già all’interpretandum un pre-significato.

Ben consci di come il giudizio sulla riforma costituzionale debba prima di tutto essere personale, abbiamo quindi ringraziato Andrea Michieli per aver dato un contributo in questo processo di formazione della pur giovane volontà elettorale dell’uditorio.